mercoledì 23 settembre 2015

Farinata con zucchine...la frittata di ceci!

 

Qualche sera fa stavo parlando di cucina naturale e vegana con la mia amica Elvira e si discuteva di secondi piatti e mi ero quasi dimenticata di questa facilissima e pratica alternativa alla classica frittata.
Con pochissimi ingredienti, di ottima qualità come sempre, si riesce a mettere d'accordo anche il più scettico dei commensali.
La base di farina di ceci rimanda alla tradizione di svariate regioni italiane, alle sicilianissime panelle, la farinata, la cecina, la torta, alcuni dei nomi usati tra Liguria e Toscana, si possono utilizzare un'infinità di ortaggi e tuberi diversi per arricchirla e renderla sempre diversa.
Oggi la prapariamo con le zucchine e la cipolla.


Con questo clima incredibilemente estremo e variabile, le zucchine hanno fatto una breve apparizione durante l'estate e sono poi state decimate dalle temperature tropicali di fine luglio ed agosto. Adesso sono riapparse, grazie al calo delle temperature. Ne approfitto per gustarne ancora qualcuna prima che arrivino quelle di serra.
Anche per questa ricetta vi suggerisco alcuni accorgimenti prima di passare al procedimento vero e proprio.
Per prima cosa, è bene preparare la 'pastella', combinando insieme la farina di ceci bio con acqua, olio extravergine e sale e lasciarla riposare finchè le zucchine non saranno cotte e il forno caldo.
In questo modo il sapore caratteristico della farina di ceci si ammorbidirà un po' e se vorrete usare la curcuma o altra spezia, queste avranno modo di infondersi nel composto.


Parliamo adesso delle verdure e della loro cottura. Io non friggo quasi mai, le verdure le cuocio spesso al vapore, in forno a 160° oppure con olio ed acqua e un coperchio praticamente ermetico.
Ho cotto così la cipolla e la zucchina per questa frittata, pulendo e affettandole e mettendole in padella con olio extravergine, sale integrale marino, e un po' d'acqua. Faccio scaldare tutto insieme e poi metto subito il coperchio fino a quando le verdure non saranno tenere, quindi tolgo il coperchio e faccio asciugare un po' l'acqua rimasta.


Quando è tutto pronto si procede...unisco le verdure alla pastella di farina di ceci e rimetto nella stessa padella e in forno fino a cottura ultimata.
Nella foto che segue vedrete la curcuma, che avevo dimenticato ed ho unito in extremis :-)





Ingredienti per 4 persone:
Pastella
125 grammi di farina di ceci bio
300 grammi di acqua
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
1 cucchiaino scarso di sale integrale di Mothia
1 cucchiaino di curcuma (facoltativo e sostituibile con altre spezie o erbe)
pepe nero a piacere

Verdure
1 zucchina grossa (400 grammi circa)
1 cipolla rossa piccola
olio extravergine d'oliva
sale e pepe
mezzo bicchiere d'acqua

Procedimento:
In una ciotola mescolate insieme gli ingredienti per la pastella e lasciate riposare. 
Accendete il forno a 160° e iniziate a lavare, pulire e tagliare le verdure. Io  ho tagliato la zucchina a metà, poi ancora a metà e quindi in fette non troppo sottili, altrimenti si disfano completamente. La cipolla invece potete tagliarla a rondelle sottili o nel senso della lunghezza come ho fatto io.
Cuocete le verdure come spiegato sopra. Impiegheranno circa 10-15 minuti a cuocersi ed asciugarsi.
Unite le verdure cotte alla pastella e versate nella stessa padella, se adatta al forno oppure in una teglia o pirofila da forno, considerando che la farinata non dovrà venire troppo alta, altrimenti risulterebbe troppo cremosa internamente.
Infornate a 160° gradi per 25 minuti circa o finchè dorata e asciutta.
Eccola!






lunedì 21 settembre 2015

Pasta con pesto di fine estate




Oggi ho trascorso la mattina in terrazza a curare il mio orto sinergico in vaso. All'inizio dell'estate, per cercare di capire bene le consociazioni, ho piantato basilico a volontà, per studiarne il comportamento in sinergia con altre piante. Il risultato è stato una quantità incredibile di basilico!!!
Oggi ho tolto qualche cima e qualche fiore per preparare le piante ad affrontare l'inverno e mi sono ritrovata con un cestino pieno di foglie profumatissime.

Pesto? Si, ma non il classico.
Faccio un pesto di fine estate ed uso anche la zucca caramellata che stavo già preparando senza sapere bene perchè.

Terzo ingrediente: semi di canapa!
Il condimento perfetto per delle caserecce integrali di grano duro Tumminia.

Il risultato è molto equilibrato, sia sotto il profilo nutrizionale, sia sotto quello del gusto.

Il procedimento è semplicissimo, trattandosi di un pesto, la parte più lunga è rappresentata dalla cottura in forno della zucca caramellata, per via di una cottura dolce e prolungata, ma ne vale la pena!




Ingredienti per 2 persone:
500 grammi di zucca (circa 4 fette con la buccia)
1 cucchiaio di malto di riso
1 mazzetto di basilico
50 grammi di semi di canapa decorticati (più una manciata per guarnire)
150 grammi di caserecce integrali di grano duro Tumminia
1/2 spicchio d'aglio o anche meno
sale integrale di Mothia
olio extravergine di oliva
 

Procedimento:
Cominciate accendendo il forno a 160 gradi e lavando la zucca con la sua buccia e tagliandola a fette grosse circa 1 dito, cercando di essere il più uniformi possibili, in modo da avere una cottura omogenea.
Mettete le fette di zucca sulla placca, con carta forno e a filo, dal cucchiaio lasciate scendere il malto di riso, muovendovi abbastanza velocemente in modo da creare una "ragnatela" sulla zucca. Non esagerate con le quantità, se dovete metterne meno di un cucchiaio fatelo. Adesso salate, pepate e mettete in forno per una mezzora o poco più, rigirando le fette a metà cottura, finchè la polpa non risulterà tenera, quasi sfatta.
Potete mettere un pentolino con poca acqua in forno per creare un po'di vapore ed mantenere umida la zucca.

Adesso in un frullatore mettete le foglie di basilico, sale, l'aglio grattuggiato al momento, i semi di canapa e circa 3 cucchiai di olio extravergine. Aggiungete quindi 2 delle 4 fette di zucca caramellata, ovviamente private della buccia, e frullate ancora.
Nel caso di pesti fatti a crudo, se devo allungare un po', non uso acqua di cottura della pasta, perchè cuocerebbe, preferite invece acqua fredda di frigorifero, per mantenere brillanti i colori. Regolate quindi la consistenza del pesto in questa maniera e conditeci la pasta, la cui cottura non credo vi debba spiegare....
Servite con una fetta di zucca intera, come nella foto o con dadini che ricaverete dopo aver eliminato la buccia. Spolverate con semi di canapa. 






venerdì 18 settembre 2015

Spaghetti di grano duro Senatore Cappelli con pomodori e capperi


Quanti ingredienti servono per cucinare un piatto gustoso, salutare e dall'aspetto icredibile?
Pochissimi, ma di ottima qualità!
Io cucino sempre con ingredienti di stagione: i pomodori in estate, i finocchi in inverno, godendomi il meglio di ogni ortaggio al massimo delle sue potenzalità e benefici. Inutile dire che assecondare la natura in ogni Sua decisione è per me la scelta più furba, per la nostra salute, per il portafogli e per la salvaguardia del pianeta su cui siamo ospiti. E in più...che sapore ha un pomodoro a gennaio???
Così, facendomi cogliere da un'anticipata malinconia alle porte dell'autunno, mi cucino gli ultimi piatti di pasta al pomodoro e vi racconto qui la ricetta.


 Ho usato pomodori biologici, un misto di tutti quelli ben maturi che avevo in casa, rosa, pachino, perino, da sugo o da insalata poco importa, capperi di lipari, cipolla rossa del mio orto, tanto basilico e olio extravergine profumatissimo e biologico.


Quale pasta preferire? Un argomento su cui soffermarsi a discutere e a pensare. Integrale è senza dubbio la scelta migliore, ma non tutte le paste integrali nascono uguali. La pasta bianca, iper-raffinata, possiamo usarla ogni tanto, deve essere veramente un'eccezione alla regola, ma anche questa scegliamola con criterio.
Io preferisco i grani antichi, è cosa nota! Senatore Cappelli, Tumminia, sono alcuni dei nomi più noti ormai e cominciano ad essere di facile reperimento in negozietti bio o grossi supermercati. E' vero che costano un po' di più, ma è tutto un altro vivere e stimolano l'economia italiana, rigerenano le terre incolte, danno lavoro ai giovani, fanno bene alla salute....avete bisogno di più ragioni per iniziare a pretendere che vengano usati anche al panificio sotto casa?
Qui uso spaghetti bianchi di grano duro Senatore Cappelli, l'eccezione non la regola!


E adesso parliamo dei dettagli, che ai più può sembrare tecnica, ma che invece rappresenta la poesia, la differenza tra un piatto buono ed uno delizioso: il taglio di pomodori e cipolla!
Dopo avere spellato e tagliato il pomodoro a metà nel senso della sua lunghezza, dovete svuotarlo dei semi, senza spremere o martoriare la polpa, ma lasciandola integra e liscia. Tagliate adesso, sempre seguendo la lunghezza, delle striscioline non troppo sottili, della larghezza di un dito.
Anche la cipolla andrà affettata per lungo, sottilmente, non a rondelle mi raccomando.
Dissalate i capperi in acqua fredda e siete pronti per cominciare....




Ingredienti per 3 persone:
250 grammi di spaghetti di grano duro Senatore Cappelli, bianchi o integrali
4 pomodori maturi
1/2 cipolla rossa di medie dimensioni
una manciata di capperi di Lipari o Pantelleria
1 spicchio di aglio intero (facoltativo)
basilico
olio extravergine d'oliva
sale integrale di Mothia
pepe nero


Procedimento:
In una padella capiente versate un filo d'olio abbondante, le striscioline di pomodoro e di cipolla, preparate come descritto sopra e lo spicchio d'aglio se lo usate e cominciate a far rosolare dolcemente. Aggiungete i capperi e lasciate andare qualche minuto salando leggermente.
Nel frattempo mettete sopra la pentola per gli spaghetti, al bollore salate e buttate la pasta. Un po' di acqua di cottura andrà adesso a terminare la cottura del sugo di pomodori che non dovranno disfarsi, quindi cercate di fare tutto il contemporanea.
Aggiustate il condimento di sale e di pepe nero, eliminate lo spicchio d'aglio e terminate la cottura degli spaghetti in padella aggiungendo, se necessario, qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta.
Finite con il basilico fresco.

Gli spaghetti sono buonissimi così o anche con una spolverata di semi di capana decorticati. 


 

giovedì 17 settembre 2015

Latte di mandorla

Oggi latte...di mandorla! Niente panetti zuccherati, polveri o strani macchinari costosi e ingombranti.
Non c'è piacere più grande per me che farmi in casa tutto ciò che posso permettermi di non acquistare. La poesia sta nell'amore e nella dedizione che si mettono nel cibo che ci nutre.


Gli ingredienti sono pochissimi e devono essere di qualità ottima per ottenere risultati che sbalordiscono anche i meno avvezzi al "fai da te".
Servono:
Mandorle: biologiche, fresche in primavera, secche il resto dell'anno, ma ben conservate, messe in ammollo per qualche ora o anche la notte prima in frigorifero e quindi private della pellicina.
Acqua: qui sta a voi la scelta, a seconda dei vostri standard. Di fonte, imbottigliata, di rubinetto, ognuno scelga ciò che ritiene migliore.
Sale: un pizzico di sale marino integrale, se siete in Sicilia preferite il sale di Mothia, locale, a Km 0. Se lo avete già in casa, il sale rosa dell'Himalaya è senza dubbio un'ottima scelta.


Fino a qui l'essenziale, assieme ad un frullatore, un setaccio/colino/garza per separare il liquido dalla polpa una volta frullati, un imbuto ed un barattolo o bottiglia in vetro per conservare il delizioso latte una volta pronto.


A questo punto la ricetta si può arricchire di mille altre sfumature a seconda dei gusti e delle esigenze.
Per dolcificare le vie migliori sono ovviamente quelle naturali, vi suggerisco per tanto di sfruttare la naturale dolcezza di datteri o fichi secchi, oppure le tantissime qualità del malto di riso o dello sciroppo d'acero, anche se l'ultimo molto più costoso.
Via libera a vaniglia (vera), cannella, cardamomo, curcuma, per conferire l'aroma che più vi piace o "vestirlo" di nuovo per cambiare un po' o per un'occasione speciale.


Le proprietà delle mandorle dovrebbero essere note a tutti, ma non lo sono; ricchissime di vitamine del gruppo B, vitamina E e J, calcio, zinco, magnesio, ferro, potassio, rame, fosforo e manganese.
Altamente proteiche ed energetiche, rinfrescanti di intestino e vescica e protettive nei riguardi di tumori del colon.
10 mandorle al giorno garantiscono ossa e denti forti!

Che dire di più, ne vale proprio la pena!




Ingredienti:
250 grammi di mandorle messe in ammollo e spellate
1 litro di acqua
un pizzico di sale fino di Mothia o rosa dell'Himalaya
a picere
3 datteri o fichi secchi o malto di riso o sciroppo d'acero
vaniglia o cardamomo o cannella o curcuma

Procedimento:
Risciacquate le mandorle e frullatele insieme all'acqua. Per evitare di surriscaldare troppo le mandorle nel processo, il mio consiglio è di frullare per il minor tempo possibile, in piccole quantità e poi lasciare il tutto in infusione per una buona mezzora.
Nel caso in cui abbiate scelto di usare i datteri o i fichi come dolcificante, se molto secchi, rinveniteli anch'essi nell'acqua di ammollo delle mandorle e frullateli insieme*.
Aggiungete il pizzico di sale e qualsiasi spezia abbiate scelto.
Filtrate anche due o tre volte a seconda dei gusti. Potete filtarlo una sola volta se non vi da fastidio qualche residuo di polpa.
Conservate in barattolo o bottiglia rigorosamente di vetro ben chiuso in frigorifero. Sarà ottimo per 2 o 3 giorni, a seconda della temperatura esterna e del frigorifero.

*La rimanente polpa si chiama okara e non va assolutamente gettata, ma può e deve essere utilizzata per torte, biscotti, farciture. Utilizzatela nella preparazione di dolci se avete aggiunto molti datteri o fichi e vaniglia, altrimenti, se volete usarla in piatti salati, dolcificate e aromatizzate il latte dopo averlo filtrato dall'okara.




L'estate Veggie-ssima di Lunedi No Meat

Si sta concludendo la stagione più amata e calda dell'anno e noi tiriamo le somme.
E' stata senza dubbio un'estate piena di soddisfazioni e di tanti passi avanti per Lunedì No Meat e per la cucina naturale.
Vi propongo alcune delle foto scattate durante gli eventi divulgativi, gli aperitivi e le cene che hanno coinvolto tanta gente e location diverse, tutte bellissime....bellissima la gente e i luoghi.
Un grazie speciale va a tutti coloro che aiutano, senza mai tirarsi indietro, a dare vita a queste serate e a diffondere una cultura sempre più ecologica e in sintonia con la Natura!


Parco Suburbano di Scafa, Capo d'Orlando


Parco Suburbano di Scafa, Capo d'Orlando

Parco Suburbano di Scafa, Capo d'Orlando

Vista di Capo d'Orlando

Orto in permacultura, Scafa, Capo d'Orlando

Paella con riso integrale e verdure estive



Pane con lievito madre e farina di grano Senatore Cappelli

Mini muffin al basilico e pomodorini confit

Insalata di riso venere e frutta

Insalata di riso bicolore e nasturzi

GADAM, San Marco d'Alunzio

GADAM, San Marco d'Alunzio

GADAM, San Marco d'Alunzio

Pinzimonio e hummus

Polpettine di semi

Robiola di mandorle

Pane di grani antichi

venerdì 30 gennaio 2015

Qual è il prezzo della salute?

Quando tutto sembra avere un prezzo, l’ultima cosa a cui si pensa è la salute del Pianeta e dei suoi abitanti. La salute non ha prezzo. Si dice così, ma si fa diversamente, a partire da cibo indecente fino ad arrivare ad abbigliamento e arredi, tutto rigorosamente low-cost, ma spessissimo dannoso e altamente inquinante.
Una volta si parlava di qualità-costo, al giorno d’oggi sono molte di più le varianti da prendere in considerazione se vogliamo fare la scelta giusta.
Facciamo un esempio facile per dimostrare questo punto di vista.

Da qualche tempo sugli scaffali del supermercato e nelle dispense di pizzerie e ristoranti ha trovato impiego l’olio di palma, per citare uno degli ingredienti più controverso del momento.
Costa poco e rende tanto. Ma la qualità? E l’impatto sull’Ecosistema? E’ tutto nero su bianco, disponibile a chiunque abbia voglia di farsi un giretto sul web.
E’ impiegato in larga scala, dai detergenti per la casa a quelli per la cura del corpo e dei capelli, rossetti e burro cacao, cere per lucidare, gelati, merendine e cibi confezionati, lubrificanti industriali, carburanti, oli per fritture.
Inevitabilmente la richiesta è cresciuta a ritmi vertiginosi e chiaramente si deve fare spazio per altre piantagioni di palme da olio e poi altre ancora, con drammatiche conseguenze per l’Ecosistema.
Si rade al suolo la foresta tropicale, si uccide la fauna selvatica, inclusi rinoceronti, tigri, oranghi, si cacciano via le popolazioni indigene per accaparrarsi le loro terre, tutto ciò per mero profitto.
Per quanto riguarda i rischi per la salute umana anche qui la situazione non è rosea. Si parla di rischio obesità, malattie cardiovascolari, il suo consumo è associato ad elevati livelli di colesterolo cattivo nel sangue, causa infarti e ictus, ipertensione ed è altamente cancerogeno.
Adesso tiriamo le somme: quanto costa un chilo di olio di cocco?

Con lo stesso principio è possibile calcolare il costo di qualsiasi altra cosa, sia essa cibo o altro.
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“Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell’Occidente è che perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente in tale maniera che non riescono a vivere né il presente né il futuro. Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto.”

Dalai Lama

mercoledì 28 gennaio 2015

Formule magiche e pozioni di strega??? Forse.....



Nonostante la tradizione voglia che la pasticceria sia vista come una scienza perfetta in cui panetti di burro, uova, panna e latte non possano trovare sostituto alcuno, la cucina naturale e vegana ha ormai dimostrato in numerosi nuovi modi che questo non è assolutamente vero.
Capitoli affascinanti e golosissimi si sono scritti su come si possa creare il dessert più sano ed etico senza dover rinunciare al gusto.
Esistono guide precise su come sostitituire i prodotti di origine animale con più sostenibili e leggeri ingredienti vegetali.

Così le uova trovano rimpiazzo nell'utilizzo di semi di lino, semi di chia, banane mature, salsa di mele.
Il latte vaccino non potrebbe essere più semplice da sostituire grazie alle alternative vegetali prodotte da riso, avena, farro, orzo, mandorle, nocciole e soia.
L'olio extravergine d'oliva trova splendidamente utilizzo in quasi tutte le preparazioni e costituisce, a mio avviso, la scelta più salutare anche ad alte temperature, è italiano e fa bene! L'olio di cocco biologico e assolutamente NON raffinato ma vergine, è molto utilizzato nella pasticceria crudista ed è ben noto per le mille qualità e benefici per la salute.
Io non utilizzerei invece gli oli di semi, anche se spremuti a freddo e bio, poiché in cottura, superati i 160 gradi rilasciano sostanze non benefiche.
Anche la soia per me è un no-no, non mi piace e non mi fido di nessun prodotto se non di prodotti fermentati come tamari, miso e tempeh....ma stiamo sconfinando nel campo del salato!


Per quanto riguarda la facilità d'esecuzione, qui vince la pasticceria vegana al 100%! Non ci sono uova da far impazzire, panna da smontare, burro da stracciare.....una passeggiata di salute (letteralmente!).
Le noci, le mandorle, le nocciole, i pistacchi diventano indispensabili e il cioccolato amaro riacquista il suo valore nutrizionale perché puro e non un suo surrogato.
Non è difficile capire che, a questo modo, il dolce diventa un pasto importante e non uno sterile e molte volte malsano strappo alla dieta.
Vi basta?


domenica 1 giugno 2014

I migliori muffin al cioccolato



Sono sicura che nessuno si accorgerà mai che questi muffin sono vegani. Infatti non lo sono!!! Mancano uova e latte ma non per questo sono da catalogare tra quegli esperimenti di cucina molecolare così come viene vista la pasticceria vegana. 
Gli ingredienti sono pochi e di facile reperimento. 

350 gr di farina 0 
230 gr di zucchero di canna (io lo uso integrale)
230 gr di latte di riso (o mandorla)
80 gr di olio di germe di mais (o oliva)
80 gr di cacao
1 cucchiaio di aceto di mele
1 cucchiaino da caffè di vaniglia del madagascar
1 cucchiaino da caffè di bicarbonato
1 pizzico di sale

Ho acceso il forno a 180. 
Ho riunito in una ciotola la farina, il cacao,, il bicarbonato, la vaniglia e lo zucchero e ho unito gli ingredienti liquidi lasciando da ultimo l'aceto di mele. 
Ho sistemato i pirottini in una teglia da muffin, ma se non ce l'avete potete tranquillamente mettere il pirottino all'interno di una di quelle formine usa e getta di alluminio. Ne verranno da 8 a 12 a seconda della grandezza del pirottino. 
Una volta frullati insieme tutti gli ingredienti e ottenuto un composto liscio, ho versato nei pirottini riempiendoli fino a 3/4. 
Ho cotto in forno per 20/25 minuti ma fa fede la prova stecchino. 


I migliori muffin al cioccolato possono diventare anche i migliori cupcake al cioccolato, basta solo usare qualche piccolo accorgimento e la giusta glassa...ma di questo parleremo un'altra volta. 


venerdì 24 gennaio 2014

Patatine dolci



Sapete che in inverno è meglio non mangiare le patate? Meglio consumarle d'estate. I macrobiotici invece non le mangiano affatto.
Esistono però le patate dolci, che pur essendo chiamate cosi, non sono patate, in quanto non fanno parte della famiglia delle solanacee (quella delle patate, melanzane e peperoni e i pomodori).
Io le cucino spesso e anche il mio bimbo ne va matto.
Di seguito un contorno semplice e buonissimo, da provare anche con i più piccoli come sostituto delle non proprio sane patatine fritte.
Sono ricche di pro-vitamina A e di vitamina B9 (folati).

Ingredienti:
Patate dolci
Sale
Pepe
Salvia
Rosmarino
Olio d'oliva

Ho sbucciato le patate, le ho tagliate a bastoncini e le ho messe in una teglia con un filo d'olio extrav d'oliva sotto. Ho condito con sale di Mothia, pepe nero, qualche rametto di rosmarino, due foglie di salvia e olio extrav d'oliva. Con le mani ho girato bene le patate nella teglia in modo che si condissero uniformemente. Ho messo in forno preriscaldato a 200^ per 30 minuti circa o finchè i bastoncini non siano ben dorati. Sono sparite dalla teglia prima di sederci a tavola!

Sweet potato fries

Potatoes are not in season where I live, therefore fries are out of the question for me, but not if they are made of sweet potatoes! A completely different vegetable, rich in pro-vitamin A and vitamin B9 (folate), my baby loves it pureed.
This is an easy side dish and it's also pretty healthy as it's not fried.

Ingredients:
Sweet potatoes
Sage 
Rosemary
Extravergin olive oil
Salt & Pepper

I peeled the sweet potatoes, cut them like fries and seasoned with salt, pepper, fresh sage leaves and rosemary and olive oil, tossing them well with my hands so that they are fully coated. 
Roast them in a 200 degree oven for 30 minutes or until golden and crispy. They won't make it to the table....!

sabato 7 dicembre 2013

Biscotti per la dentizione all'orzo e mela



Mio figlio sta mettendo i dentini. Due sono già fuori, ma i segnali perché ne vengano fuori degli altri ci sono tutti...sembra il diavoletto della Tasmania!
Allora ho pensato che dei biscotti, duri, facili da tenere in mano, possano essere perfetti da rosicchiare in questo periodo.
Ovviamente ho creato una ricetta semplice e naturale, senza zuccheri e grassi, completamente in linea con una sana dieta mediterranea. Ho dato una forma circolare con un bel buchino dentro un modo che il bambino li possa tenere facilmente in mano, senza farli cadere 2000 volte come succede con qualsiasi giocattolo per la dentizione. Unica precauzione da usare è quella di mettere un bel bavaglino al vostro bimbo mentre li mangia/ci gioca perché la farina di riso può 'impolverarlo' un po'.....
Spero vi possano essere utili per i vostri bimbi.

Ingredienti per circa 15 biscotti:

230gr di farina integrale di riso
120gr di fiocchi di orzo
120gr di salsa di mele*
1 cucchiaino di malto di riso o orzo
1 cucchiaino di olio extravergine di oliva


*La salsa di mele altro non è che mela cotta e frullata, la stessa che diamo ai nostri bimbi a merenda o a metà mattina.

In un robot da cucina o frullatore, ho frullato i fiocchi d'orzo in modo da ridurli in fiocchetti più piccoli, unito la farina di riso e la salsa di mele e frullato ancora. Ho aggiunto il malto e l'olio frullando ancora per qualche secondo. Si formerà un impasto sodo, possibilmente non compatto. L'ho riversato su di un piano spolverato di farina di riso e lavorato un po' con le mani, fino ad ottenere un impasto compatto che ho facilmente steso con il mattarello.
Ritagliato dall'impasto (non fatelo troppo sottile ma dategli  uno spessore in modo che non si spezzino subito) dei cerchi usando delle formine per biscotti o dei piccoli coppapasta, con una formina più piccola ho fatto il buco centrale. Io ho usato una formina a forma di giglio per il foro centrale, ma è stata più che altro una scelta dettata da motivi estetici, un bel tondino e comodo da eseguire e consente ai bimbi una buona presa.
Infornare in forno pre-riscaldato a 150° per una ventina di minuti e comunque quando i biscottini risulteranno ben cotti.
N.B.Una colorazione palliduccia è più che normale per un prodotto a base di farina di riso.

Teething apple and barley cookies


Baby boy is cutting some teeth! Two little ones are already out but some more are definitely trying to break through.....I can see it by his crazy need to chew on anything he can grab!
So I thought of some simple, healthy cookies my little Tasmanian devil can eat/play with, no sugar no fats and easy for him to handle.
I made a round cookie with a hole in the middle so he won't drop it 2000 times like he manages to do with any other toy he plays with.
Here's how I made it:

1 cup brown rice flour
1/2 cup rolled barley flakes
1/2 cup homemade apple sauce
1 t rice or barley malt
1 t extra-virgin olive oil

In a food processor I ground the barley flakes to make them finer, added the rice flour and apple sauce, pulsed for a couple of minutes then I added the malt and the oil and processed again until the dough looks firm even in chunky.
On a cutting board or any other surface you'd like to use, sprinkle some rice flour and start working your dough until it gets even and easy to roll out. Roll it out not too thin and with a round cookie cutter cut out your cookies. With a smaller cookie cutter make a hole in the middle of your cookies and then bake in a low oven for approximately 20 minutes or until cooked through and quite hard.